Devibhakta

Fisiologia occulta

"Ascolta o dea, la sapienza che si ritrova racchiusa nel corpo; se realmente conosciuta essa dona l'onniscienza"

(Shivagama, Pranavidya, 14)

Il Tantra è una scienza sacra volta verso l'azione, verso la sperimentazione diretta di determinate pratiche e di specifiche tecniche che tendono a "risvegliare" l'Energia Shakti latente in ciascun individuo (Kundalini) per poi incanalarla correttamente verso la sede di Shiva (Sahasrara-chakra) e giungere dunque alla "fusione interiore" dei due principi complementari dell'Assoluto ed ottenere la Liberazione (Moksha). Come affermano i Tantra, "ogni corpo è l'Universo", ed ogni corpo nella sua totalità comprende tre diversi livelli dimensionali: il fisico, l'astrale, il causale. Il sistema tantrico, come quello vedantico, riconosce infatti l'esistenza di quelli che vengono definiti come "i tre corpi" che ciascuno di noi possiede: il corpo fisico o grossolano (sthula-sharira), il corpo sottile o astrale (sukshma-sharira), il corpo causale o guaina karmika (karana-sharira). Ogni "sharira" ha la sua corrispondenza con un determinato stato della nostra coscienza. Il corpo grossolano corrisponde infatti alla coscienza dello stato di veglia (jagarita-sthana) ed è quindi legato all'esperienza dell'universo fenomenico vissuta sul piano fisico; tale corpo possiede sedici parti fondamentali suddivise in quattro settori: il primo settore è composto dai cinque organi sensoriali (orecchi, pelle, occhi, lingua, naso), il secondo è composto dai cinque organi d'azione (organo vocale, mani, piedi, organo d'evacuazione, organo riproduttivo), il terzo è composto dai cinque elementi (etere, aria, fuoco, acqua, terra), il quarto è costituito dalla mente che coordina i primi due settori.

La base energetica del corpo fisico è costituita dal corpo sottile, noto anche come corpo astrale; esso non è visibile inquanto costituito interamente da energia pranica. Se il corpo fisico corrisponde alla coscienza dello stato di veglia, il corpo astrale corrisponde invece alla coscienza dello stato di "sogno" (svapna-sthana) in cui non si percepiscono gli oggetti grossolani dell'universo materiale ma si possono percepire archetipi, visioni, emozioni e tutto ciò che è presente nell' immensità dell' universo sottile sotto forma di vivo flusso energetico. Il corpo astrale è anch'esso composto dalle sedici parti che compongono il corpo fisico ma in una forma molto più sottile e libera dall'inerzia della materia grossolana. Ad un livello ancora più sottile di quello astrale troviamo invece la "guaina karmica", tale sharira è definita anche corpo causale, poichè è la causa prima degli altri due corpi, è il seme dell'ente umano che possiede la forza creatrice dello Spirito, in esso vengono immagazzinati i Karma che determinano le successive nascite. Il corpo causale corrisponde alla coscienza dello stato di sonno profondo, o sonno senza sogni (sushupta-sthana) in cui scompaiono anche le forme del livello astrale, uno stato in cui esiste soltanto una condizione di "coscienza sopramentale" e di divina beatitudine senza forma. L'uomo comune, nel suo ordinario stato di coscienza, non percepisce le realtà più profonde della propria corporeità, l'astrale ed il causale sono dimensioni generalmente a lui occulte, poichè nello stato di veglia riesce soltanto a percepire (o meglio a subire) i fenomeni e gli stimoli più grossolani. Il corretto risveglio della Kundalini, e la corretta incalanazione verso l'alto di tale Energia, dischiudono anche alla coscienza desta, nel suo stato di veglia, la realtà della dimensione spirituale. Le tecniche che portano al risveglio di tale potenza energetica vanno ad operare sul piano astrale, in tale dimensione sono situati dei particolari "vortici" energetici detti chakra, nonchè la forza dormiente della Kundalini.

I chakra sono molteplici, ma dati gli obiettivi dello Yoga tantrico vengono presi in considerazione soltanto i più importanti, che sono sette: Muladhara, Svadhisthana, Manipura, Anahata, Vishuddha, Ajna e Sahasrara. Ognuno di essi riveste una particolare funzione, e possiede una particolare correlazione anche con il corpo fisico. I primi cinque corrispondono ai cinque elementi, (nell'ordine: terra, acqua, fuoco, aria ed etere); il sesto corrisponde al "terzo occhio" e quindi alla percezione trascendente ed il settimo all' Unità suprema. Se il settimo chakra, posto all'altezza della sommità del capo, è sede di Shiva, il primo chakra, posto all'altezza del plesso sacro-coccigeo, è sede della Shakti, l'Energia Kundalini, raffigurata simbolicamente come un serpente attorcigliato su se stesso in stato letargico. Ella al Suo corretto risveglio, si incanala in sushumna (la nadi centrale), ed attraversa i primi sei chakra, dischiudendoli ed aprendo la coscienza alle grandi verità dell'Universo, giungendo così al settimo, ove avviene l'Unione suprema e la fusione con l'Assoluto. La Kundalini è Shakti, e quindi è un'aspetto della Dea, un aspetto del Suo potere, di conseguenza è sbagliato considerarLa come una forza che va semplicemente utilizzata a proprio vantaggio, o addirittura "imbrigliata" e "domata"; al contrario, Ella va adorata e venerata con costanza, determinazione e forte sentimento di devozione. Kundalini è la dea Bhairavi, la fiammeggiante guerriera purificatrice, il Suo risveglio non va forzato, le tecniche del risveglio vanno vissute come parte dell'abbandono al Divino, come un aspetto della devozione, le pratiche vanno eseguite senza aspettative, senza interesse per i risultati, ma con il solo, incondizionato e puro Amore per per il Divino.

Come abbiamo avuto modo di constatare, il sistema tantrico concepisce la totalità corporea di un individuo come l'insieme di tre differenti livelli dimensionali: il fisico, l'astrale, il causale. Nello yoga tantrico, come in ogni altro percorso iniziatico di realizzazione, si parte dalla dimensione più grossolana per giungere alla reale consapevolezza della propria natura spirituale. Il corpo causale o guaina karmica (karana sharira) è il nostro campo vibrazionale più sottile, tra questo e la dimensione più grossolana, che corrisponde al corpo fisico (sthula sharira), vi è una realtà "intermedia" che corrisponde al cosiddetto "corpo astrale", o corpo sottile (sukshma sharira). Le Upanishad descrivono queste tre dimensioni corporee come la composizione di cinque "kosha", o guaine: guaina del cibo (Annamaya kosha), guaina del respiro (Pranamaya kosha), guaina della mente (Manomaya kosha), guaina dell' intelligenza (Vijnanamaya kosha) e guaina della beatitudine (Anandamaya kosha). Il corpo grossolano è composto dalla guaina del cibo, il corpo astrale è formato dalla guaina della mente, mentre il causale dalla guaina della beatitudine; vi sono poi due kosha che fanno da intermediari tra una dimensione e l'altra: la guaina del respiro, che media tra il fisico e l'astrale e la guaina dell'intelligenza, che media tra astrale e causale. L'astrale è il livello dimensionale in cui fluiscono le energie sottili con le quali si va ad agire nel corso delle pratiche yogiche e meditative.

L'Ayurveda (che in molti suoi aspetti ha strette relazioni con il Tantra) fornisce descrizioni molto chiare di queste energie; tale scienza si basa sui tri-dosha, ossia i "tre umori biologici": Vata (aria), Pitta (fuoco) e Kapha (acqua), tre forze fondamentali che regolano tanto il macrocosmo quanto il microcosmo e che determinano la costituzione e la tipologia di ciascun individuo; tali forze esistono anche a livello sottile, e sono Prana (aria), Tejas (fuoco) ed Ojas (acqua). Prana è essenza vitale, l'energia dell'elemento aria ad un livello sottile, è ciò che ci permette di spostare i pensieri e che ci conferisce le nostre capacità percettive. Tejas è la forza sottile dell'elemento fuoco, è la potenza della "digestione sottile" e quindi determina la nostra capacità di "digerire" e quindi "trasmutare" pensieri, idee, ed emozioni. Ojas è l'energia sottile dell'elemento acqua, è il nostro "serbatoio" di energia fluida primaria, determina stabilità mentale ed emozionale, calma e capacità di tolleranza. Queste tre energie non sono altro che il riflesso della triplice natura dell'Assoluto: Sat-Cit-Ananda (Essere-Coscienza- Beatitudine). Prana, inquanto essenza vitale (e quindi anche "voglia di vivere") deriva da Sat come forza e volontà d'Essere. Tejas deriva da Cit, la pura Coscienza, come forza e volontà di conoscenza nella sua pienezza, mentre Ojas deriva dalla Beatitudine (Ananda) come volontà di vero appagamento, vera gioia e vera serenità.

Nel nostro corpo sottile, queste energie hanno una loro collocazione ben precisa. Anahata chakra o "chakra del cuore" è la sede di Prana; Anahata è difatti anche il chakra dell'elemento aria e del suono. Tejas che è "fuoco" risiede invece nella "terra", ossia nel chakra della radice, il Muladhara, che è sede di "para vak", il "verbo supremo", l'energia della parola. Il Sahasrara Chakra, o "Chakra della corona", ove risiede il nettare immortale, è invece la sede di Ojas (che compone difatti anche l'aura di ogni individuo). Dunque nel corpo sottile abbiamo Tejas all'altezza del chakra della radice, Prana all'altezza del chakra del cuore e Ojas all'altezza del chakra del capo, di conseguenze queste tre energie, situate in tre "punti strategici" del sukshma sharira, vanno a regolare l'intero funzionamento della dimensione corporea sottile e, di conseguenza, determinano anche la condizione del corpo fisico. Una costante e diligente pratica di yoga tantrico, può sublimare, regolare ed attivare correttamente il funzionamento e l'interazione di queste energie (che devono mantenere tra loro un equilibrio proporzionato), portando così alla realizzazione dell'Assoluto. Gli antichi sapienti vedici, consci dell'importanza di tali energie, identificavano queste tre forze sottili con tre divinità: Vayu (che corrisponde al Prana "attivato"), Agni (che corriponde al Tejas "attivato") e Soma (che corrisponde all' Ojas "attivato"). Agni che è la forza del fuoco sottile, è identificabile anche con Kundalini (Tejas giace alla radice) e quindi anche con la Dea Bhairavi. Nel momento in cui Ella viene ridestata, innalzandosi per la nadi centrale del Sushumna, il nettare del Soma, sciolto dal Fuoco di Kundalini, inizia a gocciolare dalla cima del capo, permeandone l'intero corpo (realizzazione del Sè). A tal punto Agni e Soma, invertono la loro precedente polarità, mediante l'energia di Vayu (Prana) che guida l'ascesa di Agni e la discesa di Soma, la cui fusione, all'altezza del chakra del cuore, trasforma Prana in Energia di Immortalità.

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